provincia. Qualche giorno fa l'AICS, comitato provinciale della Capitanata aveva sottolineato con molto allarmismo la forte riduzione dei treni cui è stata sottoposta l'intera Capitanata in virtù dei tagli operati da Trenitalia con i nuovi orari entrati in vigore dallo scorso 12 dicembre. La conseguenza principale rimane comunque quella dell'isolamento di tutta la provincia di Foggia e dell'intero Mezzogiorno con il resto dell'Italia. Soppresso l'unico Intercity notturno per Roma e proveniente da Bari, che attualmente circola solo nel fine settimana. Eliminato anche l'Intercity notturno sulla tratta Crotone-Milano, che costringerà molti cittadini foggiani ad affidarsi ai treni molto più costosi. In pratica sarà impossibile muoversi di notte verso la Capitale e l'interno Nord o viceversa per ritornare in Capitanata, con forti disagi a livello di organizzazione.
Le altre corse soppresse sono due verso Bari: si tratta della corsa delle ore 14.17 e quella delle ore 14.32, con ripercussioni evidenti soprattutto per i pendolari foggiani e baresi. Ridotta inoltre del 60% la mole di treni Foggia-Manfredonia. Un vortice di tagli che, a giudizio dell'AICS Foggia, rischia di isolare ancora di più un territorio da tempo fuori dai meccanismi decisionali dei poteri forti. Non basta affliggere manifesti in città dove si annuncia il potenziamento delle linee ferroviarie per San Severo, che comunque rappresentano un piccolo spiraglio di positività. Necessario, invece, secondo l'AICS Foggia un tavolo tecnico tra la Regione Puglia e le istituzioni per risolvere il problema della questione dei viaggi in treno per i passeggeri foggiani.
Intanto, contro il taglio dei treni a lunga percorrenza, ieri mattina c'è stata una manifestazione di protesta da parte di Socialismo Dauno presenti con bandiere e volantini davanti l'ingresso della Stazione Ferroviaria. "Foggia non vuole tornare indietro, ridateci i treni", questo lo slogan riportato sui manifesti e sui volantini che sono stati distribuiti ai passanti.
Alla testa della mobilitazione i vertici di Socialismo Dauno, rappresentati dal consigliere regionale Pino Lonigro, dai segretari provinciale Michele Cologno e cittadino Michele Melchiorre e da tanti simpatizzanti e cittadini, che hanno voluto protestare contro la 'politica scellerata' del management di Trenitalia e dell'amministratore delegato, che hanno tagliato in due l'Italia e privato specialmente la Puglia, Foggia e l'intera Capitanata, di treni a lunga percorrenza. "Il Mezzogiorno non deve continuare a pagare la colpa di essere 'meridionale' - ha dichiarato Pino Lonigro - il Sud non può essere penalizzato anche in un settore importante come quello della mobilità.
Continua sull'edizione cartacea del Quotidiano di Foggia del 28.01.12
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