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Quotidiano di Foggia

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L'interrogativo: "Una Giunta tecnica scelta dalla politica o una Giunta politica che si nasconde dietro i tecnici?"

Agostinacchio mattatore ieri mattina alla conferenza stampa organizzata dal Gruppo consiliare La Destra con l'adesione dei gruppi Prima Foggia e Puglia Prima di Tutto.

Al centro dell'incontro tematiche attuali come il Governo Monti, quello delle tasse e dei banchiere, e la Giunta nuova di Gianni Mongelli. A sottolineare i problemi in cui si trova la città di Foggia è stato Paolo Agostinacchio, fiancheggiato dagli altri consiglieri di minoranza Bruno Longo (Prima Foggia) e Lucio Ventura (Ppdt), accompagnato dal segretario cittadino Giovanni Longo:

L'ex sindaco ha tracciato le linee dell'opposizione, assai dure, con l'obiettivo finale che è uno solo: le dimissioni del sindaco e di tutta la sua nuova Giunta.

"La nuova Giunta"- ha dichiarato Paolo Agostinacchio - è costituita da troppi "amici degli amici". Questo è il segno di come la politica sia definitivamente finita, ma noi abbiamo il dovere di ripristinarla. Il problema non sono le persone che costituiscono la Giunta ma i criteri con i quali sono state scelte. I tecnici non possono fare gli assessori, hanno solo il compito di appoggiarli".

Paolo Agostinacchio non risparmia proprio nessuno e ad Augusto Marasco dice di dimettersi dall'ordine degli architetti. Inoltre afferma che "a Foggia, governano i salotti, che ormai contano sempre di più".

Se la prende anche con le opposizioni, "sgretolate e non più punto di riferimento della città". L'ex sindaco di Foggia sottolinea anche l'incapacità di gestione dei centristi, etichettandoli addirittura come "democristiani", guidati dal consigliere regionale Giannicola De Leonardis.

"De Leonardis - accusa Agostinacchio - è il vero padrone di Foggia. Capace di annettere tanto Palazzo di Città quanto Palazzo Dogana, tenendo in scacco sia Gianni Mongelli sia Antonio Pepe".

Agostinacchio parla anche dell'ex vicesindaco Lucia Lambresa.

"Riaverla nella sua casa politica è un auspicio. - ha proseguito Agostinacchio - Resta però il fatto che il suo abbandono della Giunta è una contraddizione degli accordi elettorali".
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