Non è stata una semplice curiosità a far scivolare, in una voragine causata dal rifacimento della S.S.16

presso Carapelle, l'uomo che lo scorso 1 febbraio è stato soccorso dai Vigili del Fuoco. Non si trattava di un operaio della Fincosit s.p.a, la ditta che sta eseguendo i lavori in zona.
E' stato il proprietario del terreno a recarsi sul posto per intimare alla ditta di fermarsi. Informato della voragine di circa 10 metri scavata dalle ruspe su sua proprietà- dicono fonti del paese-
si è recato sul posto per discutere di quella che ritiene una vera e propria "invasione". L'esproprio è avvenuto tempo fa e la ditta ha posto i paletti della zona riservata ai lavori di raddoppio.
Il problema è che quel limite è stato abbondantemente varcato senza preavviso. Lo scivolamento nella voragine, siglato dal salvataggio dei vigili del fuoco, è l'appendice di questa eclatante violazione. "E pensare che l'episodio servirà a mettere qualche medaglia in più sul petto dei vigili ", commentava ieri davanti al bar un abitante di Carapelle. Senza capire l'origine del fatto. Esplorando l'area ora transennata, si vede il muro di cinta tranciato ed enormi tubi grigi che spuntano da sotto il terreno. Serviranno ad incanalare acque reflue, probabilmente,- ma su questo nemmeno la ditta ha saputo dare ragguagli precisi-verso Carapelle. Si trattava di collegare il tratto espropriato con il resto della città, o almeno con la parte che costeggia la statale in raddoppio. Sicché la ditta non ha esitato a scavare. La S.S.16 dovrebbe essere consegnata entro aprile. Le temperature dei cosiddetti "giorni della merla", quelli più freddi dell'anno, hanno ritardato per problemi tecnici i lavori.
Mentre gli altri lotti sono stati completati, o quasi, quello centrale fra Carapelle e Ortanova è ancora work in progress, zeppo di strozzature e deviazioni. Per questo si lavora a tambur battente, con le luci applicate alle macchine escavatrici anche quando il sole è tramontato. Sul terreno privato- spiegano alcuni operai-, vitale per il collegamento dei tubi, verrà installata una postazione mobile. Gli operai lavoreranno dieci metri sottoterra per l'installazione dei tubi. Ma quest'appropriazione, seppur temporanea, viene fortemente contestata dai proprietari del terreno. "Hanno fatto i conti senza l'oste", si ripete da quelle parti. Bloccato l'ingresso principale dall'enorme fossato, la ditta ha pensato di rifarlo, in futuro, nella parte laterale. Anche qui agendo in totale autonomia. La Fincosit s.p.a, dopo l'incidente accaduto al titolare del terreno, non ha smesso di lavorare. Grande priorità è data all'ultimazione di un'opera costata cento milioni di euro per tutti e quattro i lotti. Finanziata dallo Stato con Legge-Obiettivo, farà tirare un sospiro di sollievo a migliaia di automobilisti che, in questi anni, su questa strada ne hanno viste di cotte e di crude. Lo stillicidio di morti per incidenti va di pari passo con i blocchi periodici del tratto in esame. Dallo straripamento dei torrenti agli scioperi degli agricoltori con relativi mezzi di trasporto; dall'incolonnamento dei tir al rovesciamento di materiale pericoloso sull'asfalto, la viabilità degli ultimi vent'anni è stata fortemente a rischio. Oggi, con l'acqua alla gola in particolare nel tratto centrale, il fervore dei lavori in corso non guarda in faccia a niente. Di fronte ad un'opera di così alto valore per la Capitanata, di fronte a quella che diventerà, come hanno scritto alcuni media locali, "un'autostrada senza pedaggio"- e verrebbe da dire finalmente!, dopo gli altissimi costi pagati in tutti sensi- cosa importa la violazione di un terreno privato? Certo è che quando il proprietario ha visto la voragine apertasi in un lampo, quasi fosse capitato un terremoto, ha pensato al danno personale subito, scivolamento nel dirupo a parte. Si tratta di grandi e piccole opere a confronto, la prima, da decenni attesa dalla gente, la seconda frutto di fatica quotidiana. E' in questo contesto che va inquadrato l'episodio di cronaca capitato all'inizio del mese. Non è in discussione la priorità dell'Anas di ultimare l'opera entro primavera, visto che gli altri lotti sono da tempo percorribili e la 16 bis corre da decenni che è una bellezza, quasi una beffa rispetto all'altro tratto di Capitanata figlia di un dio minore. Il punto è un altro. Può l'Anas, o la ditta che in subappalto lavora sul posto, invadere una proprietà privata, scavare voragini, tranciare muri o stabilirsi temporaneamente su suolo e sottosuolo come nulla fosse? I proprietari credono di no, e paiono intenzionati a rivendicare quanto gli spetta.
Paola Lucino