L'enorme massa di terreno fangoso sgombrata dal fronte della frana ed accumulata nei pressi del Torrente Cervaro, in attesa che venga trasferita nei siti preposti allo stoccaggio definitivo si sta a sua volta svernando nelle acque del torrente, che è dunque a rischio di inquinamento. Le acque del torrente appaiono infatti sempre più torbide, soprattutto all'altezza di Panni, ovvero in prossimità della zona dove sono stati provvisoriamente sistemati i detriti. Lo scrive il portale Montaguto.com, gemellato con il Quotidiano di Foggia, che riferisce di una segnalazione giunta alla redazione del sito da un amico di Ariano Irpino. "Non ho ancora delle prove, ma con molta probabilità si è verificato un crollo di materiale nel greto del Cervaro. Infatti le acque a Savignano Irpino sono limpide, mentre al bivio di Panni sono torbide". Montaguto.com è andato a controllare se quanto riferito dall'amico Giovanni di Ariano Irpino rispondesse al vero. La conclusione è che effettivamente il fiume appare torbido, come documentano le immagini scattate dalla collaboratrice dei Montaguto.com, Marianna De Mita. "Qualche giorno fa - aggiunge la redazione del portale - immortalammo alcuni depositi di terra posti proprio a poca distanza dal fiume. Faremo qualche ricerca e vi diremo se effettivamente la terra della frana è finita nel Cervaro"
. Il direttore del portale, Michele Pilla, ha successivamente confermato i timori: il crollo del materiale stoccato nei pressi del torrente potrebbe essersi effettivamente verificato, anche se è presto per poter dire se si tratti soltanto di un intorbidimento, o se lo svernamento di materiale estraneo possa produrre inquinamento. Quel che è certo è che, mentre si lotta contro il tempo (la frana continua ad avanzare, soprattutto, nei giorni piovosi) aumentano gli allarmi sulle possibili conseguenze di ordine ambientale ed ecologico che potrebbero essere determinate da quanto sta succedendo a Montaguto. Ed il peggio è che ad intorbidirsi non sono soltanto le acque del Cervaro, ma anche le procedure che, almeno nei mesi passati, hanno ispirato le iniziative per fronteggiare la frana. Può mai una frana "annunciata" come quella di Montaguto determinare l'interruzione dei collegamenti ferroviari e stradali, nonostante tutto i soldi che sono stati spesi fino ad oggi? é probabilmente questo l'interrogativo cui intende rispondere l'indagine avviata dai Carabinieri di Ariano Irpino, che hanno compiuto un vero e proprio blitz nel cantiere dove si sta lavorando nel tentativo di bloccare il movimento franoso ed avviare gli interventi di messa in sicurezza della collina. Anche in questo caso, la fonte della notizia è Montaguto.com, in un servizio che è un autentico capolavoro di giornalismo, e di eccellenza informativa. Michele Pilla, responsabile del portale, racconta il blitz dei carabinieri sulla frana di Montaguto descrivendolo come "un'attività di controllo capillare all'interno e all'esterno del cantiere sul versante Greci-Savignano" operata "dagli uomini del Nucleo Investigativo di Avellino e della Compagnia di Ariano Irpino, guidati dal capitano Pasquale D'Antonio". Secondo quanto scrive Pilla sono stati "controllati operai, documentazione e mezzi per verificare che le imprese siano in regola, così come i contratti. Il blitz è stato deciso dal prefetto di Avellino Ennio Blasco. Sembra che siano state riscontrate anomalie relative al passato: si parla di subappalti irregolari. Tutto questo, dunque, non fa che confermare l'ipotesi di un'indagine in corso da parte della Procura della Repubblica di Ariano Irpino, con un fascicolo aperto da parte del procuratore Luciano D'Emmanuele”. "Tutto questo - scrive ancora Montaguto.com - arriva subito dopo un esposto di Giovanni Maraia (Ariano in movimento), indirizzato al Procuratore di Ariano e a quello della Corte dei Conti di Napoli. Secondo Maraia, occorre ascoltare attentamente il professor Francesco Maria Guadagno, geologo della Protezione Civile Nazionale, secondo il quale tutte le sue indicazioni tecniche, date nel 2006, sono state disattese. "Ha dichiarato che in quattro anni non è mai stato compiuto niente per mettere in sicurezza la frana - si legge nel testo di Maraia -. Ritengo che quanto dichiarato dal dott. Guadagno sia una conferma di ciò che vi ho esposto e in particolare dello spreco di 5 milioni di euro. Sarebbe importante che il dott. Guadagno venisse ascoltato dal Procuratore della Repubblica di Ariano e dal Procuratore della Corte dei Conti di Napoli, quale persona informata dei fatti relativi alla frana di Montaguto, al fine di accertare se vi è stata una precisa volontà a non bloccare la frana - conclude Maraia -, per favorire i lavori di movimento terra nella parte terminale della stessa frana". "Intanto sul luogo della frana è intervenuto il genio militare dell'undicesimo reggimento Guastatori di Foggia che ha allestito un'area per atterraggio elicotteri Medevac, come si legge su un cartello posto nella zona di parcheggio delimitata da un nastro bianco e rosso.
Arturo Desio
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