Ad impegnarsi si è impegnato, lo confermano al Coni parlando dell'assessore Matteo Morlino. L'esponente della giunta ha ascoltato le richieste dei dirigenti sugli aumenti dei costi per gli impianti sportivi. La delibera del 19 aprile scorso, già esecutiva, ha fissato le tariffe per i servizi a domanda individuale tra cui rientrano, appunto, quelle per gli impianti sportivi. Esaminando le tabelle, il Coni ha registrato aumenti non omogenei tra le diverse strutture, alcune, come il pattinodromo, lievitate del 300% ed altre con aumenti molto più contenuti sebbene maggiorati rispetto allo scorso anno. La spesa complessiva sostenuta dal Comune per mantenerle è di 756mila euro, di cui 356mila per il personale e 400mila euro per "altre spese". Su questo punto si concentrano le osservazioni dei fruitori degli impianti. Vogliono capire, dialogando con l'assessore, quali siano le "altre spese" e perché, dato che la copertura dei costi per l'ente è poco meno del 6%, si continuino a spendere centinaia di migliaia di euro. Per riequilibrare le tariffe e capire i criteri degli aumenti è previsto, a breve, un incontro con Morlino, che pare non fosse particolarmente versato nella questione l'ultima volta che è stato contattato. Nonostante la sua disponibilità, poiché la delibera è esecutiva e sono già scattate quelle tariffe, i margini di trattativa si sono fatti ristretti. Inoltre, tale modulazione rientra nella determinazione economico-finanziaria del nuovo schema di bilancio per l'anno 2010, una modifica porterebbe ad una rivisitazione dell'intero impianto previsionale. Il Coni, in ogni caso, è fiducioso
. Più articolata l'analisi complessiva, ovvero di tutti gli altri servizi a domanda individuale tariffati nella delibera. Parliamo di asili nido, mense scolastiche, mercati e fiere, trasporto scolastico, servizi sociali e servizi cimiteriali. Il recupero complessivo dei costi è del 22,31% ; il 36%, invece, corrisponde all' aliquota di recupero dei costi per i servizi a domanda individuale alla quale sono costretti ad attenersi i comuni strutturalmente "deficitari", cioè in dissesto. Sui particolari di questa eventualità il Quotidiano ha recentemente pubblicato un ampio servizio. In ogni caso, oscillando fra la percentuale complessiva del 22,31%, del 5,9% sugli impianti sportivi e la disomogeneità degli aumenti mirati laddove la richiesta è più alta, il Comune di Foggia si avvia al bilancio di previsione 2010. La delibera di aprile ha avuto i suoi primi effetti in città. Come riportato dal Quotidiano, l'aumento delle rette dei nidi ha provocato la reazione di genitori ed insegnanti. Nel dettaglio il recupero dei costi per i nidi da parte del Comune del 43,22%, sulle mense scolastiche del 73,89%. Gli aumenti più significativi incidono, dunque, sui servizi all'infanzia, ulteriormente penalizzata dal costo degli impianti sportivi con molta probabilità "scaricati" sulle famiglie. A proposito del rinnovo della convenzione per i nidi, all'aumento delle rette si aggiunge lo stato di "precarietà" lavorativa di 140 maestre e i dubbi sulla "qualità" dell'offerta formativa da settembre in poi. Sul fronte sportivo l'aumento di qualche impianto- si è parlato del pattinaggio ma è inclusa la palestra di atletica pesante- corrisponde esattamente all'aliquota del 36%, senza che vi sia un effettivo miglioramento dei servizi. I palazzetti "Russo" e "Prezioso" passano da 4 a 12 euro l'ora, senza acqua calda, privi di manutenzione ordinaria, con tempi di apertura molto al di sotto delle richieste, e con il segnapunti elettronico fuori uso. Gli operatori e dirigenti sportivi, una sola voce: Prezzi alle stelle ed impianti alle stalle. Tiene banco fra gli sportivi la questione dei prezzi, aumentati, dei pubblici impianti. Il clima che si respira è di profondo scoramento su vari fronti, tuttavia le attività di chi ha deciso di dedicare all'attività fisica ed agonistica il suo tempo, portando i giovani in palestra e organizzando tornei, non si ferma. Esiste anche un problema di "mentalità", sottolinea Antonio Mazzilli, presidente della Federazione di atletica e dirigente della Zammarano Sportlab: "Abbiamo una forte incidenza di bambini che sviluppano la loro personalità in strada, una reticenza delle famiglie verso lo sport. Sebbene gli aumenti siano giustificati dal punto di vista tecnico, perché i costi del Comune devono essere sostenuti dal privato come il ticket della sanità, c'è una grave carenza di impianti. Inoltre le strutture devono sobbarcarsi spese erosissime". Mazzilli entra nel problema dei costi del personale: "Pagare i bidelli e la vigilanza significa che un'ora di palestra ricade pesantemente sugli utenti. Non c'è selezione, le associazioni che non fanno vera attività agonistica giustificano la loro esistenza con un solo campionato per cui scaricano i costi sull'utenza, noi ne facciamo 12, molto più impegnativo. Siccome da pagare 4 euro si arriverà a pagarne 12- questo il ragionamento- gli 8 euro di differenza è la società che deve trovarli, mentre le associazioni li "girano" agli utenti. Morale: si favoriscono quelli che fanno pagare i bambini facendo il minimo indispensabile". Si aggiunge, poi, la questione dei tempi d'apertura dei palazzetti: "Ma come si fa a dire che è efficiente un servizio palazzetto aperto dalle 16 alle 21 quando bisognerebbe anticipare alle 14 e posticipare fino a mezzanotte?". Sul provvedimento del Comune ha molte remore: "Quest'amministrazione ha prima chiesto la collaborazione e poi, con una decisione un po' "villana" fa da solo. Pagare 3000 euro invece di 1000 per l'utilizzo del palazzetto significa perdere il contratto di un giocatore di serie B". Rischia di perdere tutta la squadra, invece, la Libertas basket Foggia, dentro un quadro di crescenti difficoltà finanziarie. Uno degli ultimi comunicati del gruppo su Facebook "Salviamo la Libertas Foggia", non lascia speranze: "Purtroppo si sono rilevati vani i tentativi di sensibilizzare gli amministratori di questa città, che, evidentemente, sanno solo prendere. Il comitato "Salviamo la Libertas Foggia" non intendeva ottenere fondi dagli enti locali, ma sperava che qualcuno potesse affiancare o rilevare del tutto le quote societarie (si parla di cifre non esorbitanti). Fa male constatare che l'attenzione dei poteri forti sia rivolta solo verso le poltrone da occupare. Il prossimo passo sarà la vendita di un titolo sportivo di serie B dilettanti che dava lustro a Foggia, ma questa città non è da serie B, forse, ma da categorie di gran lunga inferiori, e non solo nello sport, purtroppo". Gianni Gliatta, del Cus basket Foggia, fa il punto della situazione: "Il CUS Foggia ha pagato il palazzetto Russo fino a fine maggio con la quota precedente che se non sbaglio era di 7,20 euro a fascia. Per quanto riguarda l'aumento della tariffa non sono d'accordo. Credo che rappresenti un atto sconsiderato, privo di ogni senso logico, aumentare le tariffe senza aver prima migliorato il servizio offerto. Ad esempio, Bari ha tariffe simili leggermente superiori, circa 14 euro, ma offre servizi qualitativamente superiori. In ogni caso sarebbe opportuno fare un incontro con le società di pallacanestro e stilare un documento di disapprovazione, motivandolo, e proporre una strada alternativa che tra l' altro avevo già suggerito al sindaco".
Paola Lucino
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