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Quotidiano di Foggia

E’ dissesto, negarlo è da criminali!

Schierati sui banchi del governo cittadino, i consiglieri di opposizione rompono gli indugi e, in conferenza stampa, chiedono al sindaco: "Si è in grado di pagare i creditori e soddisfare i servizi essenziali?". Di quesiti ne sono rimbalzati eccome ieri, al Comune. Erano emersi, in tutta la loro problematicità, attraverso dichiarazioni in ordine sparso sui media e nell'attesa della riunione monotematica sulla massa debitoria richiesta, appunto, dall'opposizione. Preso il coraggio a due mani, la coalizione guidata dal Pdl, alla presenza del coordinatore provinciale Gabriele Mazzone ha messo le carte in tavola. Quelle a disposizione sono diverse, dalla lettera della Corte dei Conti targata 9 aprile, "l'inizio dell'atto di dissesto", ha esordito Bruno Longo, fino alla relazione del responsabile dei servizi finanziari Carlo Dicesare. Documenti durissimi, che falciano nei numeri le possibilità di ripresa economica da parte del Comune, esplicitano le criticità dell'ente nell'assolvere alle funzioni minime data la situazione debitoria, ma lasciano alla politica il compito, ingrato, di proclamare il dissesto. In questo l'opposizione non ammette fughe in avanti, non ci sta a togliere le castagne dal fuoco al centro sinistra. Sono mesi che le lettere girano sulle scrivanie e che la palla "della mancata conoscenza degli atti tecnici" fa la melina su questioni di vitale importanza. "La lettera della Corte è stata mistificata"; e ancora: "la relazione di Dicesare ci è pervenuta 15 giorni dopo". Fin qui l'enunciazione dei ritardi . Certo la decisione della minoranza di indire una conferenza stampa ha messo in subbuglio le stanze decisionali spingendole prima ad anticipare la commissione bilancio, poi ad indire per il prossimo 10 giugno un consiglio monotematico. L'hanno definita "una furbata", tanto palese che non li ha fermati: "Ci arriva una notifica di rimbalzo- ha detto Paolo Agostinacchio- dopo che abbiamo posto in commissione i quesiti sulle criticità nonostante la manovra di bilancio. Ci hanno detto che alcune risposte ci sono, altre no, questo deve portare a delle conclusioni. La responsabilità contabile risiede anche nel ritardo con cui si dichiara il dissesto, non è coi governi di salute pubblica che si risolvono le questioni, piuttosto bisogna capire quanto il centrosinistra sia in grado di affrontare questo momento". Un passaggio politico che ha avuto la sua appendice di discussione durante le domande dei giornalisti: "E' disponibile la minoranza ad un governo comune per salvare la città?". Netto il "no" di risposta, ma fra il valzer dei numeri ed il fantasma del mai pronunciato "dissesto", qualcosa emerge: "Non vogliamo trovarci di fronte alla spada di Damocle della Corte dei Conti che ci obbliga a dichiararlo, le ultime note del servizio finanziario indicano il fallimento della manovra di bilancio". Dopo l'esponente della Destra, è stata la volta di Raimondo Ursitti. Un esame sul "sociale", evidente ai più non foss'altro che per le tende della cooperativa Fiore allestite da settimane sotto il Comune: "Colpevoli di voler lavorare", è uno degli slogan. Ursitti riprende da lì: "La tensione sociale continua a salire, non c'è alcun ragionamento strumentale nel nostro discorso, non cerchiamo per questa via di tornare al governo". Presenti in aula i consiglieri circoscrizionali, i primi chiamati alla prova d'esame per il piano dei lavori pubblici ed i primi ad aver chiesto "con quali risorse attuarlo se non si crede alle favole". Ieri i consiglieri di periferia sono arrivati in centro, a Palazzo di città. Con loro Gabriele Mazzone, coordinatore provinciale del Pdl, che si è detto "sconvolto" dalla relazione di Dicesare. Alla prova del dibattito le questione deliberate in giunta senza coinvolgimento del consiglio comunale: "Viviamo una gestione commissariale, l'abbiamo visto sui servizi a domanda individuale". Parole di Lucio Ventura, in linea diretta con quanto scritto, in queste settimane, dal Quotidiano di Foggia: dal rincaro rette negli asili nido al recupero dell'aliquota dei costi per una città che, a parole, non proclama il dissesto ma fa pagare ai cittadini come se lo fosse. E nemmeno si prende la briga di informarli. Per questo Ventura ha rincarato: "Vogliamo un bilancio leggibile". L'assemblea di minoranza, nonostante il quadro nefasto, ha fatto emergere anche qualche traiettoria alternativa. Mimmo Verile ha ribadito alcuni concetti già espressi: "In altre città la gestione del sottosuolo frutta milioni di euro al Comune. Perché a Foggia non si fa? Perché non si versano gli oneri di urbanizzazione (aggiornati nei costi dal consiglio comunale qualche settimana orsono, non lo si faceva dal 2001!, ndr)? Dove sono i soldi dei condoni per cui sono stati chiamati tecnici esterni, le carte giacciono negli armadi! C'è Masseria Giardino da valorizzare con progetti, la zona Salice da condonare....". Tutti argomenti anticipati dall'ex sindaco di Foggia in una lunga intervista al Quotidiano e rilanciati, a carte sempre più scoperte, durante la riunione di minoranza. Argomenti destinati a toccare il cuore vivo degli interessi in città che, se hanno fatto calare il gelo in aula, pure hanno trovato interlocutori altrettanto audaci. Ecco la fiammata di Franco Landella, 1700 voti, il più suffragato della città, sigla Pdl: "Il dissesto non è un atto discrezionale, è un atto tecnico-politico: dietro a questo giochetto di emergenza finanziaria- cioè il responsabile dei servizi fa evincere il dissesto ma non lo dichiara e il sindaco non lo porta in consiglio- si celano interessi precisi". Ha poi elencato quali: "L'approvazione della variante urbanistica accompagnata da accelerazioni sul rilascio di autorizzazioni per fotovoltaico ed eolico e "svendita" delle tre municipalizzate. A qualcuno conviene scaricare sugli altri, si paventa il dissesto e, nel frattempo, si fanno gli affari. Il sindaco deve portare in consiglio la delibera di dissesto". Dopo Landella, i consiglieri si sono allontanati alla spicciolata

Paola Lucino
 

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