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Se al Comune mancano i soldi, in Provincia manca il coraggio
Se il Comune tira a campare nonostante la grave situazione debitoria, in Provincia la maggioranza, che in quanto a finanze sta decisamente meglio, rischia di saltare, bloccata in un interminabile rimpasto di giunta. La seduta del consiglio di ieri è "andata deserta", così si legge nel verbale postumo della mai tenuta assemblea. Assenti 22 consiglieri su 31, la maggioranza ha minimizzato: "Quasi tutti giustificati". In realtà le assenze motivate in ufficio sono soltanto 2, Paolo Agostinacchio (Destra) e Pasquale Pellegrino (Udc). Eppure dentro Palazzo Dogana gironzolava qualcuno dei mancanti, Rocco Ruo, per esempio, e Pasquale Dotoli, sindaco di Lucera. Nell'attesa dell'approvazione del bilancio 2010, la seduta di ieri poteva contare, come si dice, su intese trasversali, e non sembrava, almeno nelle previsioni, uno scoglio tanto difficile come quello slittato, per decisione governativa, alla fine del mese. Fra i punti all'ordine del giorno di un certo rilievo, l'approvazione della convenzione con l'Aci per la gestione dell'IPT, l'imposta provinciale di trascrizione per gli anni 2010/2014, delibere che valgono anche ai fini del bilancio di previsione. Da approvare, inoltre, un accordo quadro di programma fra Provincia e Comuni di Carlantino, Vico e S. Agata e l'acquisizione di quote sociali Diomede s.r.l. Che destasse preoccupazione la prova del bilancio, era acclarato. I numeri del consiglio senza l'Udc, sulla carta, sono 17, suscettibili di variazioni perché non si trova la quadra sugli incarichi di giunta. In quella che doveva essere la settimana decisiva, il presidente Pepe ha agito
. Con la firma di due decreti, ha assegnato a Leonardo Lallo, già assessore alla formazione, la delega ai lavori pubblici, con l'altra Pasquale Pazienza ha annesso alle sue competenze il bilancio oltre alle attività produttive. Due mosse per sedare gli animi, probabilmente, nell'attesa di schiarite sul fronte dell'accordo con l'Udc. Nel fatti la scelta di Pepe ha scatenato le reazioni della maggioranza, che ha disertato quasi in blocco la seduta. Dei 22 mancanti, 18 consiglieri appartengono a quanti governano con Antonio Pepe. Tanto rilevanti le assenze che il deputato dell'Udc Angelo Cera, incrociando Lallo davanti alle stanze centriste, ha ironizzato: "Evitate di fare certe figure, se il consiglio non si tiene mettetevi d'accordo, anche con una telefonata preventiva". I guai più grossi non vengono dall'Udc, pare di capire, o comunque la loro posizione non è mai stata oscillante: chiedono due assessorati avendo supportato Pepe con il 16% all'epoca della vittoria. Sono passate le comunali e le regionali ma nulla mutato. La spaccatura sta tutta nel Pdl e nelle liste cosiddette "minori", come oggi si auto-definiscono la "Puglia prima di tutto" e la "Lista Pepe". Rivendicano un posto in giunta contro un Pdl "che si allarga troppo". Sono cinque i posti per loro? Bene, che trovino il "riequilibrio" l'ala del consigliere regionale Lucio Tarquinio e quella dell'eurodeputato Salvatore Tatarella, fatto salvo che il senatore Carmelo Morra rappresentato con Lallo. Che lo trovino, "ma al loro interno". In ogni caso, però, nascerebbero mal di pancia fra i garganici, desiderosi di avere un loro rappresentante fuori dai cinque. Chi mandare in giunta? Rocco Ruo, Carmine D'Anelli, Nino Marinacci? Non fanno gruppo, dunque una poltrona potrebbe non bastare. Ieri mattina, dentro la maggioranza, avevano coniato lo slogan: "Con l'Udc prendi 2 e perdi 5". Per spiegare le alchimie del rimpasto serviva lo schema, con carta e penna. L'unico disposto ad interloquire era Rocco Ruo, pur laconicamente: "Pepe non ha mai aperto un tavolo di discussione con tutti noi, vorrei almeno che ci ascoltasse". Rimane in sospeso, né il consigliere è stato in grado di scioglierlo, il dubbio sulla sua rappresentatività garganica, ovvero se possa essere o meno il portavoce di un territorio che, da tempo, rivendica uno spazio. Il presidente, in effetti, ha sfornato i decreti per tamponare la situazione ed archiviando, almeno per ora, la promozione in giunta dei trionfatori, diretti o indiretti, delle regionali. Vie troppo politiche e "di parte" che non sembrano essere le vie di Pepe. Pasquale Pazienza è un tecnico, molto vicino a Leo Di Gioia, ex assessore al bilancio ora in via Capruzzi, Lallo si è già messo al lavoro con l'ufficio tecnico dei lavori pubblici, in mattinata stessa la prima riunione. All'orizzonte il bilancio 2010, da cui dovranno transitare gli 11 milioni di euro per la formazione professionale. "Per quanto riguarda il 2008-2009 rimangono residui del Por regionale", precisa l'assessore Lallo, preoccupato, tuttavia, che le traversie politiche possano bloccare una serie di passi già avviati. In questi giorni si fa la spola fra la Regione e la Provincia per sistemare gli ultimi documenti utili a trasferire i fondi. Ma il clima di diffidenza e ormai di "guerra" interna non lascia presagire nulla di buono.
Paola Lucino