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Quotidiano di Foggia

Tra "fondo di disagio" e "produttività", aridateci la "dignità"

"Ci date mandato per proclamare lo stato di agitazione ed eventualmente lo sciopero?". Un fiume di mani alzate ha detto "si" alla proposta dei sindacati ospedalieri. Straripava di gente la sala Turtur. Personale di comparto in camice verde insieme al personale vestito di bianco, gente seduta sul palco o accalcata all'uscio. L'assemblea indetta dalle Rsu e dalle rappresentanze sindacali, dopo un lungo ed infuocato dibattito, ha stilato un documento. Il nocciolo della questione verte sul contratto integrativo 2008-2009, ancora aperto su molti fronti. Quello su cui si è dibattuto ieri, il più controverso e su cui l'azienda ospedaliera non vuole fare concessioni, riguarda i criteri e l'entità delle risorse economiche per attribuire le progressioni orizzontali di carriera, le cosiddette "fasce". La richiesta dei lavoratori, veicolata dai sindacati, è di spostare 340mila euro dal "fondo di disagio", che serve per la reperibilità e gli straordinari, a quello della "produttività". Con questa manovra, chiedono i sindacati, almeno il 70% del lavoratori può ottenere la progressione orizzontale. Nel 2011, per il congelamento dei contratti di lavoro, le "fasce" non saranno più previste, dunque si accelerano i passi per dare compimento ad una contrattazione integrativa che non si chiude dal 2008. Insieme sul palco Cgil, Cisl e Uil, Fials e Fsi. Durissima la leader della Cgil Francesca Tavano: "I fondi sono i nostri, nessuno deve toccarli. Se ci date il mandato portiamo quest'azienda dal prefetto e proclamiamo lo sciopero. Dopo facciamo pervenire noi a tutti i reparti la comunicazione di quali devono essere il livelli minimi di assistenza, in questi anni c'è stato un totale arbitrio". Franco Stella, Rsu della Cisl, ha sintetizzato l'attività sindacale degli ultimi anni: "Abbiamo martellato l'azienda per avere dati aggiornati sull'utilizzo dei fondi e sulle disponibilità economiche residue per razionalizzarne l'utilizzo. Ci hanno fornito dati provvisori fino a quelli definiti in consuntivo. In quest'azienda l'ultima progressione economica orizzontale è stata erogata nel 2006 al 100% del personale". Achille Capozzi, coordinatore Rsu dell'azienda ospedaliera, ribadisce: "La legge 150 di Brunetta non è ancora in vigore, dunque se non viene recepita dai contratti collettivi non funziona". E apre un altro capitolo: "Parliamo di accorpamenti di unità operative: come verranno attuate? Il 15 giungo iniziano le ferie e non sappiamo in che termini possiamo chiederle, se le avremo o meno". Molto partecipato il dibattito. Maria Romagno, del servizio centro diabetologia, comincia: "Dovremmo avere due infermieri e un caposala, invece in servizio ce n' solo uno. Noi questi carichi di lavoro non li reggiamo, e parliamo, nel mio caso, di un semplice ambulatorio, nei reparti è ancora peggio". Stefano Menduni, Rsu Uil: "Se è vero che la Regione ha ridotto i fondi destinati all'assistenza dei malati, ci doveva essere una rimodulazione dell'organizzazione del lavoro. Invece è accaduto esattamente il contrario. Senza interpellare i sindacati si è proceduto all'apertura di nuovi servizi e reparti spostando il personale e pagandolo con il "fondo di disagio". Sono stati dati incarichi ai primari a 10mila euro al mese e si è prosciugato il fondo". E' emersa dal dibattito una polemica molto forte con l'Università. Dalla voce della Tavano, Cgil, l'accusa: " Il loro ingresso ci ha spaccato, e il direttore Moretti si è completamente piegato al loro volere". Stefano vive anche problemi legati al suo ruolo specifico, centrale operativa del 118: "A dispetto delle linee guida nazionali, secondo cui dovremmo avere 1 infermiere ogni 200mila abitanti, abbiamo 650mila abitanti in tutta la provincia e lavoriamo in 2 invece che in 3. In estate si prevedono 5 milioni di turisti. Potrà succedere che se il telefono squilla per un'emergenza noi non possiamo rispondere". Ieri mattina dal prefetto un'altra fetta sindacale ha discusso dei licenziamenti nella sanità privata. Lo stato di agitazione è generale. Ai Riuniti di Foggia l'ultimo sciopero a memoria d'uomo risale al 1974. La direzione sanitaria, pochi minuti prima dell'apertura dell'assemblea nella "Turtur" ha chiamato le organizzazioni a discutere. Ma era troppo tardi, ormai l' assemblea era stata indetta e non si poteva fermare. Circa la proclamazione dello sciopero, una parte dei sindacati ritiene che, fino alla fine, un accordo con l'azienda si troverà. O almeno lo spera.

Paola Lucino
 

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