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Quotidiano di Foggia

A Foggia, tutto va bene, madama la marchesa!

Se ne vanno, ma serenamente. Dopo l'azzeramento dei vertici della sanità pugliese da parte del governatore Vendola, più che dire "va bene", i suoi manager non possono. La triade degli ospedali riuniti di Foggia composta dal direttore generale Tommaso Moretti, da quello sanitario Deni Procaccini e infine dal dirigente amministrativo Giuseppe Cordisco era comunque in scadenza di mandato, quell'agosto torrido in cui in genere avvengono le nomine e poi cominciano le ferie. Anche Ruggero Castrignanò, il direttore leccese della Asl, rientra nell'operazione di rinnovo promossa da Vendola. Se ne vanno, li attende un corso di aggiornamento a Bari dopo il quale, in base ai titoli, non è detto che non possano tornare alle loro postazioni. Com'è noto, l'aumento del 25% dei loro stipendi, ha provocato molte proteste, sia da parte dell'opposizione in consiglio regionale, sia da parte dei lavoratori della sanità, pubblica e privata, in stato di agitazione in questi giorni. Le dichiarazioni dei manager sanitari, oltre che improntate alla docilità di risposta alle decisioni di Vendola, ribadiscono che non esiste alcun nesso fra gli aumenti degli stipendi e l'azzeramento delle loro nomine . Lasciano, ma dovranno gestire questa fase non semplice di trattative con i lavoratori. Nella sanità pubblica, dopo l'assemblea sindacale della settimana scorsa e la possibilità, eventualmente, di proclamare lo sciopero, la situazione è stabile. A giorni si dovrebbe sapere se le parti hanno trovato un accordo sulla base di quanto stabilito alla fine del 2009 circa la ridefinizione delle fasce. Si parte da quella piattaforma per chiudere, eventualmente, la contrattazione integrativa. Il direttore Tommaso Moretti aveva cercato qualche giorno fa un'interlocuzione con le rsu riunite in assemblea, ma la richiesta era giunta fuori tempo massimo, sicché centinaia di lavoratori, guidati dai sindacati, hanno dato loro il mandato per gestire la trattativa. Diversa la situazione nella sanità privata, pure in subbuglio da almeno due mesi. In questo caso la trattativa coinvolge i lavoratori e le strutture private in polemica con la Asl. I tagli del 2010 ammontano a circa 1 milione di euro. C'è stato un solo incontro dal prefetto in cui si è visto Castrignanò, poi il silenzio. La minaccia di licenziamenti in un settore che ne conta 2000 tiene con il fiato sospeso i lavoratori e gli imprenditori.

Paola Lucino
 

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