Bloccare i lavori sul ponte, prima di tutto, per cercare di salvare il salvabile. Un provvedimento sospensivo ai sensi del del dlgs 42/2004 è pervenuto ieri al nucleo di tutela dei carabinieri di Bari. Ad inoltrare il "fermo" alle forze dell'ordine è stata Marisa Corrente, funzionario della Sovrintendenza archeologica di Taranto. L'art. 5 comma 1 del dlgs fissa la "Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali in materia di tutela del patrimonio culturale" così esplicitata: "Le regioni, nonché i comuni, le città metropolitane e le province, di seguito denominati "altri enti pubblici territoriali", cooperano con il Ministero nell'esercizio delle funzioni di tutela". Oggi l'assistente della Sovrintendenza Franco Racano si recherà con i carabinieri nella zona della demolizione per fare un sopralluogo. Intanto il fermo c'è, mandato dalla sede di Canosa, il nucleo della Sovrintendenza più vicino alla zona Cervaro. L'esperta aggiunge altri particolari sul ponte, non prima di aver definito "abominevole" quello che hanno fatto. Contattata dal Quotidiano nella tarda serata di venerdì, si era ripromessa azioni forti da subito: "Non finisce qui, certamente, quello che è successo mi ha mandato davvero in bestia, prima di abbattere va capito che cosa si abbatte. L'area del Cervaro è una zona tratturale, quindi è stata violata la normativa che tutela queste aree
e i beni che vi insistono". Il tratturo violato è il Foggia- Ofanto, riportato sulle carte e, secondo la Corrente, sul ponte distrutto avveniva il percorso. Un particolare che non dovrebbe sfuggire ad una città che a novembre dell'anno scorso ha approvato, in Area Vasta, il 'Piano Comunale tratturi' e che, fregiandosi del titolo, si è spinta ad affermare: "Foggia, capitale mondiale dei tratturi". Parliamo di cronache recenti, che ancora gronda entusiasmo sui siti web locali e racconta di milioni di fondi europei investiti sul progetto . Nel caso non bastasse il suddetto piano a comprovare la cecità di un abbattimento, si può scorrere il libro, ricco di foto e notizie, "Sulla via Appia da Roma a Brindisi: le fotografie di Thomas Ashby: 1891-1925". A pagina 97 il paragrafo si intitola "Via Traiana, il ponte sul Cervaro". Descrive la tipologia del ponte, che ora non esiste più perché è stato rifatto ma avvalora l'importanza di un'area che si segnala sin dai tempi più remoti. Inoltre, per decenni la zona è stata un'importante "Posta" della transumanza, ristoro di viandanti e soldati borbonici. Riguardo al ponte sul fiume Cervaro, un tempo navigabile per buona parte del suo percorso, è stato rifatto agli inizi del 1600 dai duchi Guevara, un nome noto della Capitanata. Non ci sono notizie, invece, sull'eventuale distruzione dai bombardamenti. Il ponte è stato in parte ricostruito in cemento armato per allargarne la percorribilità, ma il resto era in pietra viva, come si evince dalle foto in corso di demolizione e dalle macerie. Insomma, quello che non hanno fatto i tedeschi l'hanno fatto i pugliesi. A occhio nudo un esperto dovrebbe saperlo datare. Il responsabile della sovrintendenza ai beni monumentali e artistici di Foggia Alfredo De Biase, non siamo riusciti a contattarlo. Il suo ufficio non è stato in grado, finora, di dare alcun ragguaglio storico sul bene, come se in un ente del genere l'unico deputato a fornire notizie sulla datazione fosse il responsabile, il resto, "centralinisti". Da aggiungere che l'area, nella Carta dei beni culturali della Puglia, progetto avviato nel 2007 e di cui il rettore dell'Università di Foggia Giuliano Volpe è promotore e redattore, insieme ai vertici delle altre università pugliesi, fa riferimento alla zona: "...sono da tempo sistematicamente indagati nel corso di progetti di ricerca di archeologia dei paesaggi, quali il progetto Valle del Carapelle (Volpe et al. 2007) ed il progetto Valle del Celone (Romano 2006)". Consultazioni sul ponte, o comunque sul paesaggio d'insieme, sono state chieste anche a Saverio Russo, docente di storia moderna, esperto di transumanza e di Dogana delle pecore: "Non posso conoscere tutti i ponti", questa la sua risposta dal vivo. Nemmeno una parola sulla ricostruzione storica, quasi che il ponte fosse completamente avulso dal contesto in cui è sorto...
Paola Lucino
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