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Quotidiano di Foggia

Il debito c'è, Mongelli e la giunta si tolgono la maschera

Una seduta monotematica sulla massa debitoria da "Balla coi numeri". La cifra del debito si aggira intorno ai 247 milioni di euro". Per accompagnare il consiglio nella marcia verso la somma finale quantificata o da quantificare, il primo cittadino ha fatto consegnare tra i banchi una relazione, 14 pagine: dai rilievi della Corte dei Conti alle iniziative di "risanamento" con tre delibere, 76-77-78 del 26 ottobre 2009. L'interrogativo posto dalla lettera della Corte il 9/4 era rimasto in sospeso: "Ce la fa il Comune di Foggia a garantire i servizi minimi?”. Richiesta dalla minoranza, la seduta è stato il primo riscontro consiliare ai quesiti. Giunge dopo la bocciatura dei Revisori dei Conti al bilancio 2010. "Sì - ha risposto il sindaco - i servizi indispensabili dell'ente vengono comunque onorati senza però rispettare il termine convenuto per i pagamenti. A differirli è la mancanza di liquidità". Aula concentrata sul discorso del sindaco che ha calcato la mano, in particolare, sulle difficoltà finanziarie di Amica vicina ai 30 milioni di perdite: "E' il momento di garantire un supporto vero e proprio facendo proposte chiare". E' possibile che non si riferisse solo alla minoranza ma alle richieste dei suoi per il ripristino del cda al posto del commissario, invito giunto al sindaco nell'ultima conferenza stampa del Pd. Dentro i 247 milioni di euro ha incluso i debiti di Acea, Acquedotto, Amgas, i debiti fuori bilancio, le partite incrociate sulle municipalizzate. 120 milioni sono i debiti di breve periodo già scaduti, 127 milioni i mutui. Certo, molto dipende da come si guardano i numeri: "Questi milioni di euro possono essere tanti, o possono essere una partita da giocare". Circa i rapporti del Comune con il Prefetto e la Corte dei Conti rassicura: "Non c'è azione da parte di terzi al di là di note ordinarie per l'acquisizione di informazioni sul bilancio 2008". Da qui si avvia la "manovra correttiva" i cui effetti sono a "medio termine e incideranno sui prossimi esercizi finanziari 2011-2012". Sguardo al futuro ed occhio alle entrate;derivanti dalle manovre urbanistiche, insieme al recupero di quelle extratributarie;e del monitoraggio sulla fiscalità locale. Mongelli aggiunge il contenimento delle spese sulle prestazioni di servizi e sugli acquisti di beni. "Vi è aspettativa per la manovra finanziaria, possono derivare altri benefici dall'abbattimento del livello di contenzioso del Comune, dall'investimento sulle energie, dalla chiusura della partita swap con la Bnl entro il 2024, dalla rateizzazione dei pagamenti legati alla manovra 2009". Fiducia nel patrimonio dell'ente;che "vale 260 milioni di euro". Alla luce di ciò ritiene opportuno stabilire il "percorso amministrativo". Meno chiaro il passaggio sui "residui", attivi e passivi, "400 milioni di euro fra gli uni e gli altri". Al nocciolo della questione era giunto, nella sua relazione di maggio, il responsabile del servizio finanziario dell'ente Carlo Dicesare. In uno dei punti più forti si legge- e lo ripetono oggi i revisori seduti nei banchi, tra carte di "smentita", quotidiani e navigazione sul cellulare-: "I disavanzi degli anni precedenti sono annullati con mantenimento in bilancio di residui attivi insussistenti e di dubbia esigibilità". Una sorta di "balla coi numeri" da crediti non riscuotibili. Dissesto? La parola ha fatto capolino una sola volta nell'aula: "La Corte dei Conti sta arrivando ad ulteriori note sul 2008 ma la valutazione del dissesto spetta al Consiglio comunale su indicazione del collegio". Fin qui il primo cittadino. Dissesto, articolo 244 del Tuel. L'ha citato Bruno Longo, consigliere d'opposizione, chiedendo al sindaco come mai le carte siano sempre arrivate troppo tardi: "Anche oggi ci troviamo sul tavolo una relazione di cui non sapevamo nulla, come della lettera della Corte: meglio che parlino i Revisori dei Conti perché lei, signor sindaco, non ci ha fatto una relazione politica ma tecnica, dunque è giusto che di questo parlino i tecnici. Inoltre sul "dissesto" lei non ha risposto con sicurezza". Ha proseguito Lucio Ventura presentando altre cifre: "Ci risultano 250 milioni di debito, le cifre devono essere oggetto di dibattito. Aggiungo che la città non cresce solo con le manovre urbanistiche ma con le piccole e medie imprese, con l'artigianato, micro e macro industria... onori quel "Foggia capitale" slogan della sua campagna elettorale in cui assicurava il massimo della trasparenza e della correttezza, oltre che prospettive per i giovani". Intanto si viene a sapere, da un documento non sul tavolo di Mongelli ma in circolazione nell'aula, che il contenzioso del Comune si aggirerebbe intorno ai 100 milioni di euro, i debiti delle aziende speciali stanno sui 70 milioni e che sul bilancio 2008 è in corso un procedimento della Corte che dovrebbe andare a sentenza a breve, forse entro luglio. I Revisori dei Conti non sono intervenuti perché contrario il presidente Raffaele Piemontese, favorevole: "Ancora una volta - ha detto Antonio Chinno, uno dei tre revisori - non abbiamo potuto parlare ma avevamo ragione, anche il sindaco ha ammesso i 247 milioni di debito, la situazione è pesantissima". Paola Lucino
 

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