Crea sgomento scoprire che i nuovi organi del Consorzio di Bonifica di Capitanata sono stati votati da appena il quindici per cento degli associati. Associati o utenti, o cos'altro? Non esiste in questo caso, di fatto, in termini logici lo status di associato per il semplice motivo che un soggetto si associa ad altre persone in modo spontaneo, i consorzi invece sono obbligatori e sarebbe più giusto parlare di cooptazione. Detto questo, resta il problema della rappresentanza, e a farsene carico dovrebbero essere i Sindacati di Categoria, ma visti i risultati si direbbe che tale azione non è incisiva. In realtà le motivazioni di tutto questo va cercata altrove e dipende soprattutto dal fatto che gli agricoltori, non quelli sulla carta, ma quelli veri, che costituiscono la maggioranza, non ce la fanno più. Sono sfiduciati e come antidoto ai loro problemi reali hanno sviluppato come anticorpo il menefreghismo, tanto sono già rassegnati a un'eutanasia del settore visto il flebile alito di vita che lo pervade. Chi scrive, avendo la fortuna/sventura di gestire per propria scelta un'azienda agricola nell'alto Tavoliere, conosce bene il settore ed al pari dell'85% dei propri colleghi ha disertato le urne per il rinnovo del cda del Consorzio di Bonifica. Lo ha fatto perché al pari degli altri, magari sbagliando, ha capito che tanto votare o non votare...Continua sull'edizione cartacea del QUOTIDIANO DI FOGGIA in edicola a Foggia e provincia
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