Che succede se ti fai male di venerdì sera a Foggia, tagliandoti un dito nel tentativo di afferrare la bottiglia che cade dal freezer, e quella ti si rompe in mano? Ahimè, non c'è che una scelta, andare al pronto soccorso degli Ospedali Riuniti. Forse ci sarebbe anche la possibilità anche della guardia medica, ma col dito che sta lì a sanguinare non è proprio il caso di andare per tentativi (in realtà avrei accertato successivamente che la guardia medica, anzi "servizio di continuità assistenziale", come si chiama adesso, non effettua questo tipo di assistenza). Ed allora eccomi al pronto soccorso dei riuniti, a vivere un'avventura che vale la pena di essere raccontata, meglio se tre giorni dopo, sbollita la rabbia e lo sconcerto. Cominciamo da un dato: se uno va al pronto soccorso avendone necessità, si aspetta di trovare esattamente quello che dice li nome: "pronto soccorso". Ma nel pianeta sanità di questa terra, niente è come appare, ed anche i nomi sono bugiardi. Che le liste d'attesa siano uno dei peggiori aspetti della sanità pugliese e meridionale è dato risaputo, ma ci si aspetterebbe che almeno al pronto soccorso non sia così, che si possa essere curati e medicati in un lasso di tempo ragionevolmente breve. Ma invece non funziona così, almeno, non a Foggia...Continua sull'edizione cartacea del QUOTIDIANO DI FOGGIA in edicola a Foggia e provincia
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