ultimi tempi dell'impatto ambientale connesso alla produzione di energia da fonti rinnovabili (come il vento o il sole) che di per sè hanno un impatto ambientale minimo, ma quando diventano così massicce com'è successo negli ultimi anni nei Monti delle Daunia, producono, almeno dal punto di vista paesaggistico, un impatto quanto mai pesante.In realtà in Capitanata continuano a tirare bene anche le ricerche di idrocarburi liquidi o gassosi (petrolio e metano), come attesta il recentissimo sbarco di una multinazionale del settore, la Vega Oil spa, che qualche giorno fa ha depositato la richiesta di valutazione di impatto ambientale per una ricerca che si appresta a realizzare in un'ampia porzione del territorio provinciale.
L'avviso di deposito è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Puglia il 22 luglio scorso. Non si tratta di una vera e propria richiesta di Via, ma piuttosto di una richiesta di verifica di assoggettabilità. Dall'avviso si apprende che il permesso di ricerca denominato “Masseria Montarozzo” riguarda un ampio perimetro ricadente nei territori dei comuni di Manfredonia, Foggia, Carapelle, Orta Nova, Ordona e Ascoli Satriano. Il luogo più critico è proprio quello che riguarda il capoluogo dauno in quanto, come si legge nell'avviso, "nell’area interessata dal permesso di ricerca ricade, parzialmente, il sito protetto Valle del Cervaro, Bosco dell’Incoronata."
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