comunale sta studiando per scongiurare la dichiarazione di dissesto finanziario espressamente richiesta dalla Corte dei Conti pugliese, non c'è davvero di che rallegrarsi. Perché al di là di ogni considerazione di merito sul nuovo metodo di erogazione dei contributi (direttamente alle famiglie e non più ai gestori) e di calcolo della rete (parametrica non più al reddito familiare, ma all'ISEE) quel che è certo è che i conti non tornano. Come si può pretendere di erogare lo stesso servizio dello scorso anno (stesso standard di qualità e stesso numero di bambini accolti), riducendo del 60 per cento il capitolo di spesa che finanziava il servizio e dando vita ad un sistema di calcolo delle rete che - a detta dell'assessore - le riduce rispetto allo scorso anno? La coperta era corta, d'accordo. Ma forse proprio per questo sarebbe stato necessario individuare soluzioni più condivise.Confronto e condivisione: senza mettere in pratica queste due magiche paroline sarà veramente impossibile cavare il ragno fuori dal buco, perché di coperte troppo corte è punteggiato tutto il bilancio comunale. Non è il caso di gettare la croce addosso all'assessore Matteo Morlino, che si trovava di fronte ad un compito oggettivamente improbo. Ma il nocciolo del problema sta proprio qua: è veramente improba ogni impresa che, a Palazzo di Città, tenti di far quadrare i conti.
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