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Quotidiano di Foggia

Quando la Vecchiaia diventa "la Malattia"

L'incubo inizia nella notte tra un lunedì e martedì, alla fine di aprile. Lei, 83 anni portati benissimo, nel pomeriggio precedente si era sentita una (per Lei) strana fatica nelle gambe, era tornata a casa piuttosto rabbuiata, aveva preparato la cena come sempre, visto la sua trasmissione preferita ("Chi l'ha visto?") ed era andata a dormire. Durante la notte, le gambe già non rispondevano più, e la sua testa il suo busto erano diventati un fardello improvvisamente pesantissimo e insostenibile. La chiamata al 118 e la corsa al Pronto Soccorso, il ritorno a casa un po' di ore dopo, i primi esami avevano escluso malesseri di gravità tale da richiedere il ricovero immediato. Ma la situazione nelle ore e nei giorni successivi peggiora, ed ecco allora un'altra chiamata e un'altra corsa nella notte, l'arrivo in un reparto degli Ospedali Riuniti, la prima settimana in attesa di una diagnosi che rimane nebulosa, per alcuni può essere semplicemente "vecchiaia". Il ritorno a casa in attesa di ulteriori accertamenti in programma il 22 maggio, una visita specialistica a San Giovanni Rotondo, il ricovero alla Casa Sollievo della Sofferenza dove, due settimane dopo, una bozza di diagnosi arriva, una sorta di concorso di colpe tra problemi neurologici e ortopedici. 
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