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Marina di Lesina, la protesta è scesa in strada

C'era una volta il dissesto a Marina di Lesina. Da luglio 2007, quando sono iniziati i lavori di indagine geologica per certificarlo, si attende la relazione dell'Autorità di Bacino che possa dare il via ad una serie di consequenziali iniziative. Un altro inverno è passato sul lembo di terra sospeso fra mare e lago.  E l'estate che volge  al termine ha fatto registrare uno dei picchi di partecipazione dei bagnanti alle proteste contro il Prefetto. Tre giorni fa un serpentone di auto lungo 3 Km guidato dall'ingegnere Antonio Palma (Comitato Pro Marina di Lesina) si è snodato da Marina a Lesina, bloccando automaticamente il traffico di uscita dal casello autostradale di Poggio Imperiale. Vero è che le forze dell'ordine hanno impedito ai manifestanti di occupare la rotonda oltre lo svincolo ma , di fatto, il disagio c'è stato. Clacson, megafoni, fischietti e cartelloni, roba che, sotto il sole d'agosto, vedi fare solo agli agricoltori, in genere sui trattori. Come segno dell'esasperazione dei proprietari di casa, stufi di attese. Si fa presto a dire: "Andatevene al mare", tirate a campare, però da queste parti si stampano volantini fra un ghiacciolo ed un tuffo. "Vogliamo certezze, non dubbi sulla nostra sicurezza", uno degli slogan che campeggiava sulle macchine in coda. "Il commissario fa solo il notaio?", l'interrogativo quiz. Di fronte alla mobilitazione si è allarmato il sindaco di Lesina Pasquale Tucci: "Ma che volete da me- pare che abbia detto- io sto con voi!".
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