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Quotidiano di Foggia

Migranti cacciati dall'Opera di San Pio, è polemica

Si è aperto uno spiraglio nell'amara vicenda dei sessanta immigrati extracomunitari sgombrati senza preavviso dalla società immobiliare Casa Sollievo della Sofferenza (l'opera voluta da San Pio di Pietrelcina) dagli immobili in cui vivevano, in località Cicerone, a qualche chilometro dal capoluogo dauno. I lavoratori hanno trovato riparo in un'altra masseria abbandonata, a qualche chilometro da Cicerone. Nel complesso, si tratta di una situazione logistica peggiore di quella precedente, in quanto risultano parecchio distanti le cisterne di acqua potabile ed i bagni chimici fatti installare dalla Regione a Cicerone, proprio perché questa località rappresentava da tempo un punto di ritrovo per diverse decine di stagionali addetti alla raccolta del pomodoro.
La società proprietario degli immobili murati ha giustificato la decisione dello sgombero (eseguito dai Carabinieri) con il fatto che le strutture erano fatiscenti ma senza offrire alcun preavviso né ai migranti, né alla Regione Puglia, né tanto meno a Medici Senza Frontiere, che proprio per migliorare la condizione igienico-sanitaria degli ospiti avevano installato bagni chimici e cisterne d'acqua potabile. 
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