stato di criticità nelle aree colpite dal sisma del 2002. Il rischio concreto è il blocco della ricostruzione se non ci saranno passi indietro da parte del Governo centrale e delle strutture che hanno stoppato un provvedimento così importante. La nota trasmessa dalla Protezione civile alla Regione dispone la chiusura della struttura commissariale e delle relative contabilità, in sostanza rappresenta un passaggio a livello chiuso al treno della ricostruzione che passa nei vari paesi.Per questo motivo 14 sindaci del Subappennino e dell'alto Tavoliere sono sul piede di guerra e da lunedì sera sono riuniti in "assemblea permanente" a Casalnuovo Monterotaro, il paese-simbolo del terremoto del 31 ottobre 2002, fino a quando la situazione non troverà uno sbocco positivo.
"Chiediamo allo Stato e alle istituzioni a tutti i livelli di non abbassare l'attenzione sul nostro terremoto, per non vanificare tutti gli sforzi che stiamo facendo per essere vicini alle nostre popolazioni".
Così il sindaco di Casalnuovo, Pasquale De Vita, aprendo i lavori del summit insieme agli altri sindaci dei comuni del cratere sismico, lancia un forte appello alle istituzioni "per non essere lasciati soli, perché il sisma non ha comportato solo gravi danni alle case, ma anche alle iniziative imprenditoriali e commerciali del posto, emarginando maggiormente questa zona interna del Subappennino, che ha bisogno invece di interventi validi e concreti per ridare ai paesi la speranza di un rilancio socio-economico". In pratica tutto è stato generato dalla nota inviata dalla Protezione Civile a firma del Capo Dipartimento, Franco Gabrielli, n.DPC/CG0002480 del 16/01/2012, riguardo la mancata proroga a tutto l'anno 2012 del regime ordinario in termini di somma urgenza di cui all'OPCM n. 3916/2010, trasmessa anche ad altre regioni colpite da calamità naturali, nella quale si comunica l'impossibilità di prorogare di un altro anno lo stato di criticità nei rispettivi territori, ovvero il provvedimento che consente il funzionamento della struttura commissariale e degli uffici sisma dei singoli paesi.
Lo stop è motivato dalla mancata 'bollinatura' degli atti da parte del Dipartimento per l'Economia e le Finanze, per problemi procedurali che al momento non consentono la proroga dello stato di criticità. "Si tratta di un provvedimento inaccettabile perché privo di ogni logica e contraddittorio, in quanto da una parte si assegnano le risorse, dall'altra vengono soppresse le strutture (ed il relativo personale) addette alla gestione dei fondi" - ha denunciato con forza il sindaco De Vita - "I Comuni rischiano perciò di essere inadempienti nei confronti delle necessarie procedure che regolano la ricostruzione, con conseguenti gravi rischi di natura civile e penale.
Continua sull'edizione cartacea del Quotidiano di Foggia del 25.01.12
Nelle edicole di Foggia e provincia
Google
Facebook
Twitter
Del.icoi.us
Rain Concert





