Monti. "Con le liberalizzazioni e con gli altri provvedimenti adottati si vuole abolire l'autonomia degli avvocati", questo uno dei tanti motivi che hanno portato a scioperare gli avvocati. Motivazioni che sono state estese anche durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario presso tutte le Corti d'Appello d'Italia e si possono trovare tra le righe del decreto di liberalizzazioni e più precisamente negli articolo 7, 8, 9 e 10 che interessano gli avvocati.L'articolo 7, al comma 1, dispone l'abrogazione di tutte le tariffe professionali, sia massime che minime, comprese quelle di cui al capo V, titolo III, legge 16 febbraio 1913, n. 89" (quelle Notarili). Per quanto riguarda gli avvocati, la totale abolizione delle tariffe pone una serie di problemi. Al successivo comma, viene modificato l'art. 2233 del c.c., riguardante la determinazione del compenso da parte del Giudice in caso di mancato accordo, nel senso che viene cancellato il riferimento alle tariffe e al parere dell'associazione professionale.
L'art. 8 introduce l'obbligo di concordare in forma scritta con i clienti il preventivo per la prestazione professionale. La redazione del preventivo sarà obbligo deontologico e in mancanza vi sarà illecito disciplinare. Infine, nel preventivo andrà indicata l'esistenza della copertura assicurativa per la responsabilità professionale e il relativo massimale.
Per esprimere la propria rabbia sulla manovra delle liberalizzazioni, si è tenuta sabato mattina una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, oltre al Presidente dell'Ordine di Foggia, Antonio Ciarambino, erano presenti anche Guido de Rossi Presidente europeo della FBE, Nicola Marino vice presidente nazionale dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura, Gianluca Ursitti Presidente della Camera Penale di Foggia e in rappresentanza dell'associazione italiana Giovani Avvocati Lorenzo Taggio.
"Le nostre ragioni - ha dichiarato il Presidente dell'Ordine di Foggia, Antonio Ciarambino - non sono state ascoltate dai ministeri interessati dalle liberalizzazioni, che hanno agito senza interfacciarsi con gli avvocati per verificare le conseguenze del provvedimento. Nel nostro ambito territoriale avremo notevoli problemi a causa dell'accorpamento delle competenze dei giudici di pace. Immaginate quei cittadini che, per una piccola pratica, devono venire più volte dal Gargano o da Cerignola, San Severo fino a Foggia per una causa davanti al giudice di pace. Mi auguro che venga rivista la riforma del sistema giudiziario e spero che si faccia prima della sua entrata in vigore. Di certo, l'accorpamento del tribunale di Lucera a quello di Foggia non risolverà i problemi economici del Paese. Come si fa poi ad immaginare l'inesistenza di paletti per l'onorario degli avvocati che dovranno agire facendo un preventivo. Non siamo carrozzieri, con rispetto parlando, che dobbiamo fare un preventivo sui pezzi da sostituire".
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