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Ecco la giunta Gianni Mongelli-bis: abbondano i tecnici, decimati i politici

La nuova Giunta Mongelli è pronta. O quasi, visto che prima della presentazione ufficiale fissata per oggi, il primo cittadino dovrà sciogliere l'ultimo rebus: se mantenere l'esecutivo a 11 (un assessore in più) oppure occupare tutte le tessere del puzzle, portando gli assessori a 12. Anche se voci di corridoio danno in dirittura d'arrivo il dodicesimo scanno all'ing. Matteo Agnusdei, già assessore ai Lavori Pubblici nel primo governo Agostinacchio.

Per il momento, l'elenco dei decreti di nomina è fermo ad 11: un'ideale squadra di calcio, un po' sul modello Zeman, che potremmo definire come 4-4-3: in porta e in difesa i quattro assessori confermati, in quanto "eletti" in consiglio comunale (e successivamente dimessisi per entrare in giunta), al centro campo i quattro tecnici di sesso maschile, in attacco le tre "assessore", che costituiscono una delle più consistenti novità della nuova compagine cui Gianni Mongelli affida il non facile compito di portare a compimento la consiliatura, risanando il bilancio comunale.

A parte gli scherzi e le metafore calcistiche, i numeri hanno però questa volta più che mai un senso preciso, anche di natura politica: il numero che conta di più è il 6, tanti quanti sono gli assessore non confermati, a testimonianza di un esecutivo finalmente più tecnico che non politico. E' davvero difficile rintracciare origine politiche per i 7 nuovi volti della giunta, il cui curriculum depone più a favore del loro spessore e della loro dimensione tecnica.

In realtà, per portare a compimento l'operazione, Mongelli, il sindaco prestato alla politica ha spiazzato i partiti (c'è chi dice provocando più di un mugugno), incapaci di condurre in porto la verifica apertasi nello scorso mese di settembre con le dimissioni della vicesindaca Lucia Lambresa, e mai più ricomposta. Il risultato è che mai la città di Foggia ha avuto un esecutivo così distante dai partiti e così attento al mondo dell'impresa e  delle professioni. A conferma della presa di distanza dai partiti e dalla politica in generale c'è anche la "panchina lunga" che sosterrà Mongelli nella seconda parte della consiliatura: il lavoro della giunta sarà infatti corroborato da due  "supertecnici" di caratura nazionale, chiamati a sbrogliare le due più complicare matasse: la crisi finanziaria, per la quale è stato chiamato l'economista Francesco Boccia, e la drammatica situazione dell'Amica, affidata a Raphael Rossi. Vero è che i due veleggiano in ben precisi ambienti politici (Pd il primo, e Sel il secondo): ma a Foggia lavoreranno non già indossando casacche politiche, ma per cercare la quadra delle due questioni che maggiormente ipotecano il futuro della città.
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