Non c'è da meravigliarsi più di tanto, del fuoco di fila di polemiche che ha accompagnato l'atto di nascita della giunta
Mongelli-bis. Che i partiti non facciano salti di gioia era da mettere in preventivo, dopo che i partiti stessi non erano riusciti a far quadrare il cerchio della verifica apertasi con le dimissioni della vicesindaca Lambresa. Il sindaco ha "dovuto" decidere pescando nel mare magnum del mondo delle professioni, più che in quello della società civile.
Non poteva, per evidenti ragioni, prendersi la responsabilità di fare quelle scelte politiche che la maggioranza non era riuscita ad esprimere: la giunta dei tecnici era, a questo punto, una soluzione pressoché inevitabile.
L'ampiezza dello "strappo" di Mongelli si può misurare dalla violenza delle reazioni. Lo scontento è generalizzato, ma alcune dichiarazioni sono di durezza inusitata, così dure da far ipotizzare che potrebbero esservi strascichi politici pesanti, forse perfino un alleggerimento della maggioranza che attualmente sorregge il primo cittadino. Potrebbero sfilarsi i socialisti, il cui capo, Lello Di Gioia, ha definito senza mezzi termini i nuovi assessori "personaggi buoni per tutte le stagioni".
C'è imbarazzo forte anche in seno allo stesso Partito Democratico, esponenti di primo piano del quale, come Rauseo e Marasco, vengono accusati di aver "suggerito" a Mongelli alcuni nomi, quando invece era stato proprio il segretario provinciale Paolo Campo a dare via libera al sindaco, una volta constatata l'impossibilità di giungere ad un accordo politico di maggioranza.
Il fuoco amico vede sparare anche consiglieri comunali vicinissimi a Mongelli, come Peppino D'Urso che non ha nascosto la sua delusione per le scelte operate dal sindaco, sottolineando che avrebbe preferito assessori anagraficamente più giovani e professionisti più emergenti. Ma le dichiarazioni che devono maggiormente preoccupare il primo cittadino non sono quelle che si riferiscono al merito delle scelte operate. Va da sé che - come abbiamo scritto commentando il nuovo organigramma dell'esecutivo municipale - prima di dare un giudizio sulla qualità delle scelte operate dal sindaco, occorrerà aspettare la nuova giunta alla prova dei fatti. Il rischio grosso per Mongelli arriva da quelle forze, come Sel e i Moderati e Popolari di Claudio Sottile, che la buttano sul politico affermando di non sentirsi per niente rappresentati dalla nuova giunta di Mongelli.
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