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Quotidiano di Foggia

Un fisco più equo per far crescere il Mezzogiorno

Presso la Sala Azzurra della Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Foggia si è svolta un'importante Tavola Rotonda su come cambiare il Fisco in Italia. All'incontro erano presenti: Emilio Di Conza, segretario Generale UST- CISL Foggia;Ottavio Severo, presidente Confesercenti Puglia;il senatore del PDL, Carmelo Morra, la senatrice del PD, Colomba Mongiello; Eliseo Zanasi, presidente Confindustria Foggia e Puglia; Franco Scarano (in rappresentanza di Giulio Colecchia) segretario regionale dell'Usr-Cisl Puglia. "I positivi risultati raggiunti negli ultimi anni dal Governo sul versante della lotta all'evasione fiscale - ha detto il segretario generale della Ust-Cisl foggiana - rappresentano un importante passo in avanti per trovare il necessario equilibrio tra un adeguato finanziamento della spesa e dei servizi pubblici con l'esigenza di un fisco più giusto e sostenibile. Dati locali precisi non ve ne sono (certamente l'evasione fiscale cittadina ammonta a diverse migliaia di euro con relativo non versamento d'Iva) mentre l'Italia, all'interno dell'area Ocse, occupa uno dei primi posti per livelli, intensità e diffusione del fenomeno. Qualcuno sostiene che il 'nero' raggiunga il 25% del PIL nazionale. Limitandosi ai dati ufficiali dell'Istat si indica un sommerso compreso tra il 15 ed il 17%. L'evasione totale stimata dalle Agenzie delle Entrate è molto più alta: circa 270 miliardi di euro annui. Viene così sottratta all'erario una base imponibile pari ad un quinto dell'intera ricchezza prodotta dal Paese (circa il 19%, 12 del Pil). Con tali risorse si renderebbe meno travagliata la questione del debito pubblico. In definitiva - ha concluso Di Conza - si stima in 300 miliardi di euro l'imponibile elusa con un'evasione fiscale di circa 100 miliardi e 5 miliardi (sempre di euro) d'IVA non calcolata, pari a 8mila evasori parziali o totali mentre l'esportazione clandestina nei paradisi fiscali d'oltreoceano ammonterebbe ad oltre 2 miliardi". D'accordo su questi dati gli altri oratori che si sono avvicendati. A questo punto cosa fare? E' stato evidenziato che bisognerebbe aiutare le famiglie in difficolà con meno tasse ed in particolar modo verso lavoratori e pensionati. Sì perché sono proprio questi che sopportano il peso maggiore delle tassazioni. E' stato ribadito -da più parti- che il prelievo fiscale è un salasso non più sostenibile. Per tutti questi motivi la Cisl Nazionale e quella di Capitanata chiedono al Governo di promuovere un nuovo 'patto fiscale' con le parti economiche e sociali al fine di ridurre la tassazione. Si è spaziato su tutto: sulle donne, sull'agricoltura, le imprese, le famiglie, i giovani, sulle differenze tra Nord e Sud e così via. Al termine vi è stato un proficuo dibattito con approfondimenti sul tema. Una domanda è lecito porre: con l'aumento della popolazione (sempre più anziana) e con i costi sempre superiori dei servizi sociali è possibile ridurre le tasse? La CISL ci ha provato; al Governo ed al ministro Tremonti la risposta








Franco Perdonò
 

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