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Cronaca
In manette tre pregiudicati di Cerignola
Un posto tranquillo, un capannone industriale nelle campagne tra Borgo Incoronata e Borgo Cervaro. A giudicare dal via via di automobili che vi entravano si sarebbe detto ospitasse un'officina meccanica, oppure una carrozzeria. Peccato che di un'attività economica o imprenditoriale legittima, in quel capannone non c'era neanche la minima parvenza, e che le auto, una volta entrate, non ne uscivano più. Almeno fino a quando la Polizia non ha scoperto tutto, ed ha compreso quel che avveniva all'interno del capannone, che non ospitava nŽ un'officina meccanica né un'autocarrozzeria, ma una vera e propria centrale per il riciclaggio delle auto rubate, soprattutto in quel di Cerignola e nell'hinterland circostante. Un'attività molto fiorente, come ha spiegato in una conferenza stampa, il dirigente del commissariato, Luciano di Prisco: "Il mercato dei pezzi delle auto rubate su Cerignola e tutta la zona ofantina ha soppiantato quello della droga". Infatti un motore di grossa cilindrata viene rivenduto a partire dai 2000 euro. Secondo le stime degli inquirenti soltanto il giro d'affari mosso da quanti gestivano la centrale occulta di Borgo Incoronata, si attesterebbe intorno ai 500mila euro all'anno. A finire in manette sono state in tre, Matteo Carosiello 29 anni; Franco Dalessandro di 21 e Sebastiano Clemente di 43 anni, tutti cerignolani, e con precedenti penali: dovranno rispondere alla magistratura di ricettazione e riciclaggio. La "filiera" messa a punto dal terzetto era ingegnosa. Gli arrestati ricettavano automobili rubate nella provincia di Foggia, nella vicina Bat, nel nord Barese e, in alcuni casi, anche in Molise e in Abruzzo. I ladri portavano le auto rubate presso il capannone,dove le autovetture venivano "cannibalizzate". Dopo averne smontato il motore e le altri parti rivendibili come pezzi di ricambio, venivano compattate da una presa industriale che le roteava, rendendo irriconoscibile la provenienza furtiva. Si sta ancora indagando sulla destinazione dei pezzi di ricambi così ottenuti, pare che il grosso fosse destinato alle imprese di autodemolizione cerignolane. Durante l'operazione che ha portato all'arresto dei tre sono stati recuperati 27 motori di veicoli nuovi di zecca, tanto che alcuni non presentavano neanche una macchia d'olio. I propulsori proveniva da auto di lusso, come Mercedes, Audi, BMW e addirittura una Porsche. Il proprietario del capannone (risultato estraneo nell'indagine) ha dichiarato agli inquirenti di averlo affittato ad un uomo di Orta Nova, si cui gli agenti stanno attualmente vagliando la posizione