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Quotidiano di Foggia

"Paraninfo" marocchino in manette, organizzava falsi matrimoni

Matrimoni perfettamente regolari, con pubblicazioni al comune e documenti del Consolato. Tutto apparentemente normale, se non altro nella formalità del rito. Ma a Poggio Imperiale dietro il proverbiale "giorno più bello" si celava un'organizzazione criminale, dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere Alì Azougarh, marocchino di 50 anni. Intricata, ma di sicuro molto redditizia, la trama della vicenda. Marocchine che si sposano con nostri connazionali. Matrimoni celebrati, ma mai consumati. Nozze ufficiali, concordate, però, davanti ad una tazzina di caffè. Tutto per ottenere la cittadinanza italiana dietro il pagamento di un corrispettivo che oscillava dai 5mila ai 7mila euro. Ecco cosa accadeva: la straniera versava il denaro al wedding planner Alì Azougarh. Lui procedeva all'organizzazione "dell'evento". Pagava 50/100 euro per il testimone di nozze, rigorosamente italiano, e 2000 euro, invece, li versava allo sposo. Il resto, ovviamente, rimaneva nelle sue tasche. "Abbiamo preso un cappuccino ed una brioche al bar ed abbiamo festeggiato così il nostro matrimonio", hanno detto, poi, alcuni complici del marocchino. L'accordo prevedeva, inoltre che lo sposo e la sposa, una volta firmati gli atti, non si sarebbero mai più rivisti. Solo in un caso è nato l'amore tra l'italiano e la straniera, da qui il nome dell'operazione "Romeo e Giulietta". 13 le persone denunciate nell'inchiesta, tra cui nove italiani, più 4 marocchine. Inoltre Alì Azougarh è anche accusato di un piccolo episodio di estorsione degenerato in tentativo di omicidio, quando a novembre scorso cercò di investire un'extracomunitaria alla quale doveva restituire del denaro, precedentemente versato per un matrimonio mai celebrato
 

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