Associazione a delinquere finalizzata alla concussione e falso. Sono le accuse da cui si dovranno difendere cinque dirigenti dello Spesal (il Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) della Asl di Foggia, dopo la denuncia di una ispettrice che ha portato all’apertura dell’inchiesta, nel 2006, coordinata dai Pm del Tribunale di Foggia, Giuseppe Gatti ed Enrico Infante. Secondo l’accusa i cinque si facevano consegnare denaro dai titolari delle imprese per sistemare le inadempienze che volutamente riscontravano nelle relative documentazioni. Le pratiche, dopo aver riscosso la mazzetta, che si aggirava intorno ai mille euro, erano sistematicamente chiuse. Gli imputati sono il direttore del dipartimento Antonio Fanelli, l’ispettori Antonio d´Alfonso e l´ispettore del servizio igiene Vincenzo De Toma, oltre ai dirigente Rocco Morra e Pasquale Facciolli. I titolari delle imprese venivano convocati allo Spesal, si prospettava loro un lungo elenco di irregolarità alle normative in fatto di sicurezza sui luoghi di lavoro, tanto da arrivare ad una potenziale sanzione di 60-70 mila euro. A quel punto, sempre secondo la tesi accusatoria fornita dall’ispettrice dello Spesal Eugenia Addorico, che ieri è stata ascoltata dagli avvocati difensori degli imputati...Continua sull'edizione cartacea del QUOTIDIANO DI FOGGIA in edicola a Foggia e provincia
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