febbraio a Bari nella sede della Giunta regionale. La comunicazione della disponibilità del presidente Vendola è giunta sul tavolo del sindaco di Casalnuovo, Pasquale De Vita, che è il Comune capofila nella mobilitazione dei primi cittadini nella rivendicazione della proroga di un altro anno dello stato di criticità post-terremoto, scaduto il 31 dicembre 2011. I sindaci sono decisi a non abbassare la guardia e hanno dichiarato lo stato di "assemblea permanente" dei 14 Comuni del cratere se non dovessero arrivare le giuste e attese risposte dal Governo tecnico.Ma come si è arrivati a questa contestata situazione che in questi giorni vede sul piede di guerra anche i Comuni limitrofi del cratere molisano, anch'essi riuniti in assemblea permanente a San Giuliano di Puglia? Tutto parte da una nota inviata dalla Protezione Civile a firma del Capo Dipartimento, Franco Gabrielli, trasmessa anche ad altre regioni colpite da calamità naturali, nella quale si comunica l'impossibilità di prorogare di un altro anno lo stato di criticità nei rispettivi territori, ovvero il provvedimento che consente il funzionamento della struttura commissariale e degli uffici sisma dei singoli paesi. Lo stop è motivato dalla mancata 'bollinatura' degli atti da parte del Dipartimento per l'Economia e le Finanze, per problemi procedurali che al momento non consentono la proroga dello stato di criticità.
La nota è la n.DPC/CG0002480 del 16/01/2012 riguardo, appunto, la mancata proroga a tutto l'anno 2012 del regime ordinario in termini di somma urgenza di cui all'OPCM n. 3916/2010, per il parere negativo del ministero dell'Economia e delle Finanze.
Di qui la protesta prima del sindaco di Casalnuovo, il paese più colpito dal sisma del 31 ottobre 2002, e poi dei sindaci degli altri Comuni del cratere. <<Si tratta di un provvedimento inaccettabile perché privo di ogni logica e contraddittorio, in quanto da una parte si assegnano le risorse, dall'altra vengono soppresse le strutture (ed il relativo personale) addette alla gestione dei fondi>> - ha denunciato con forza il sindaco De Vita nel summit di lunedì scorso - <<I Comuni rischiano perciò di essere inadempienti nei confronti delle necessarie procedure che regolano la ricostruzione, con conseguenti gravi rischi di natura civile e penale. A tal proposito è doveroso rimarcare che i Comuni interessati non potranno più erogare l'autonoma sistemazione ai cittadini beneficiari, né liquidare gli stati d'avanzamento per i lavori in corso e per quelli programmati già con copertura finanziaria, per i quali sono stati richiesti i progetti esecutivi degli interventi>>.
Continua sull'edizione cartacea del Quotidiano di Foggia del 28.01.12
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