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Mongelli chiamato alla sua impresa più difficile dopo mesi di verifica che non ha verificato nulla

Ore tormentate quelle che sta vivendo il sindaco Mongelli: il Pd l'ha messo alle strette, entro oggi "voleva" che il primo cittadino comunicasse ufficialmente la nuova giunta. La richiesta differirà di appena 24 ore, visto che il nuovo esecutivo, fa sapere l'ufficio stampa del Comune, sarà presentato domani alle ore 10,00 nell'aula consiliare del Comune.

Ore tormentate dicevamo, anche se non sono in pochi nel Palazzo a credere che Mongelli la sua giunta l'avesse pronta già da tempo.

Non a caso, ogniqualvolta in maggioranza gli si chiedeva di fare i nomi dei futuri assessori, Mongelli declinava l'invito dicendo che "non era il caso di anticipare niente per evitare che qualcuno potesse bruciarsi".

Benché il sindaco sempre sia riuscito a portare avanti la sua linea (dalle varianti edilizie fino all'Amica, con il Piano di rientro in mezzo), quella della nuova giunta è l'operazione più difficile che ha dovuto affrontare.

A conti fatti, quasi cinque mesi di trattative non hanno lasciato il segno sperato: la verifica sembra non essere mai partita.

Oggi la maggioranza è più scissa che mai: nel Pd si torna a fare fronte compatto per gli eletti, il che significherebbe riconferma per l'assessore uscente all'Ambiente, Pasquale Russo, e benservito e a casa per Luigi Fiore (ex Urbanistica) e Angelo Castelluccio (ex Qualità amministrativa), in barba pure a certi recentissimi proclami del segretario provinciale Paolo Campo che chiedeva elementi di alto profilo professionale, che solo esternamente all'agone comunale possono trovarsi; nell'UdCap, invece, la salvaguardia degli eletti va a farsi benedire, infatti solo l'esterno Matteo Morlino (ex pubblica Istruzione) ha buone chanches di essere riconfermato, via invece Pasquale Pellegrino e Nando Frattulino, il supersuffragato alle ultime amministrative, per fare posto a Vincenzo Perulli.

Una candidatura assai discussa tra i consiglieri di maggioranza, "ma come dovevamo fare una giunta dinamica e giovane - qualcuno ha detto -, ed invece ci ritroviamo davanti elementi che i 70 anni non li devono fare più".

La fuoriuscita di Pellegrino poi...ma come lo volevano addirittura vicesindaco?

Infatti, l'inghippo c'è, Pellegrino rientrerebbe in gara, non per la poltrona da vice di Mongelli, ma per quella dell'Urbanistica.

E qui entrano in gioco i socialisti di Angelo Benvenuto e Emilio Piarullo (praticamente mezzo partito), da tempo i due brigano perché quel posto da assessore all'Urbanistica lo vogliono loro, per quale merito, questo non ci è dato saperlo.

Insomma è lotta senza quartiere, altro che verifica conclusa.



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