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Quotidiano di Foggia

"Noi dipendenti di Amica dall'oggi al domani 'falliti' come un comunissimo fruttivendolo"

I lavoratori dell'Amica, l'azienda dichiarata fallita un mese fa, non si rassegnano. Attraverso un comunicato inviato alla stampa hanno dichiarato, ancora una volta, la loro disapprovazione per la manovra economica messa in atto dal sindaco Mongelli.
"Come è ormai noto a tutti - scrivono i lavoratori - l'unica azienda riconosciuta per l'espletamento del servizio di igiene urbana sin dal 1965 è ormai fallita. Situazione accaduta a pochi mesi di distanza dall'aumento retroattivo del 30% della tassa sui rifiuti, imposta dal sindaco Mongelli ai cittadini foggiani. Il sindaco ha inoltre mantenuto paradossalmente l'incredibile primato di far fallire una azienda pubblica che offre un servizio indispensabile per la città e questo nonostante l'aumento della tarsu. I lavoratori e i cittadini vogliono sapere come sia stato possibile che si verificasse una situazione del genere visto che il gettito tarsu a Foggia ammonta a qualcosa come 23 milioni di euro, circa 50 miliari delle vecchie lire".
Tuttora i dipendenti dell'Amica non riescono a metabolizzare quanto è accaduto in questi mesi, inoltre dal 17 gennaio si chiedono come sia stato possibile far fallire un'azienda di servizi pubblici il cui unico proprietario è il Comune di Foggia.
"Noi dipendenti di Amica, - hanno dichiarato i lavoratori - dopo aver vinto un concorso pubblico, essere iscritti all'istituto previdenziale per enti pubblici INPDAP, dopo aver svolto per anni un servizio per la cittadinanza (nonostante mille avversità), dall'oggi al domani ci troviamo di fronte al fallimento della nostra azienda, come si fosse trattato un comunissimo verduraio. Ad oggi ci chiediamo ancora a voce alta come è possibile? Con quale coraggio si è arrivati ad una situazione simile?".
Il calvario dei lavoratori è iniziato nel 2004 con la successione di ben 4 presidenti, 3 direttori generali, 1 amministratore unico e 1 liquidatore. Ognuna di queste figure tutte nominate dal socio unico quale Comune di Foggia nel bene e soprattutto nel male hanno contribuito a far lievitare i debiti sino ad arrivare alla modica cifra di 60 milioni di euro. "Nessun politico - continuano i lavoratori - ha mai preso le nostre difese, anzi, tutte le forze politiche sembrano coese come non mai contro di noi.
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