Tu sei qui: Home Cultura e spettacoli Urbano VI il Papa che non doveva essere eletto

Quotidiano di Foggia

Urbano VI il Papa che non doveva essere eletto

Con la prefazione di Giovanni Maria Vian, celebre studioso di filologia classica e patristica ed editorialista di numerose testate nazionali tra cui il Corriere della Sera ed Avvenire, Mario Prignano, capo della redazione politica del TG1, traccia con acribia, dovizia di particolari e rigore scientifico in un libro dal titolo sopracitato, la storia dell'arcivescovo barese Bartolomeo Prignano, suo avo, eletto nel 1378 papa con il nome di Urbano VI.

La narrazione degli undici anni di pontificato del duecentesimo successore di Pietro, inizia con il racconto dei fatti accaduti durante il conclave seguito alla morte di Gregorio XI, al ritorno della sede pontificale a Roma dopo i settanta anni dell'esilio francese ad Avignone e si conclude con la descrizione degli ultimi mesi di vita di Urbano VI, morto nel 1389 forse a causa di un avvelenamento.

Al centro del corposo volume, Mario Prignano pone sotto i riflettori, inquadrandoli in una cornice di ampio respiro storico dal sapore europeo, le vittorie e le sconfitte della politica religiosa e mondana di Urbano VI. Scientificamente solido e nutrito l'apparato bibliografico, cioè i documenti e le opere consultati dall'autore che sono l'ossatura portante del libro.

Il testo è stato presentato venerdì 20 gennaio nella sala rosa del Palazzetto dell'arte di Foggia. L'evento, promosso dall'associazione culturale Agorà e da quella di volontariato socio culturale Qualità della Vita e la presenza di un pubblico numeroso ed attento, hanno contribuito a confermare, qualora ce ne fosse bisogno, la necessità per l'uomo contemporaneo del ritorno alla riflessione sui problemi nazionali e planetari odierni, confortato nell'analisi dall'aiuto degli strumenti offerti dalla storia e la mai defunta curiosità umana della conoscenza degli intricatamente complessi secoli passati.

Il tramonto del Medio Evo, del resto, oltre al suo intrinseco fascino caratterizzato anche da qualche accento decadente nelle manifestazioni culturali che lo arricchiscono e nella concezione dell'uomo, è la zona di confine, il cono d'ombra tra quelli che una volta erano considerati secoli bui e il rinnovamento socio culturale dell'umanesimo. 

Pasquale Corsi, ordinario di Storia Medievale presso l'Università degli Studi di Bari, e mons. Luigi De Palma, professore di teologia e di storia della Chiesa alla Pontificia Università Lateranense, hanno illustrato ai presenti i prodromi, le dinamiche, l'evoluzione e gli epigoni delle intricate vicende medievali del XIV e XV secolo, dal ritorno a Roma del papato alle lotte nazionali e sovrastatali in seguito allo scisma d'occidente che ha diviso dolorosamente la Chiesa cattolica per oltre cinquant'anni, dal dibattito sul rifiuto di Celestino V ad essere papa, discussione che la critica dantesca contribuisce a rinvigorire, all'avvento al soglio pontificio del molto discusso Bonifacio VIII, dalla morte di Urbano VI ai due Concili e ai Patti lateranensi definiti "un capolavoro della strategia politica italiana" da Pasquale Corsi.



Continua sull'edizione cartacea del Quotidiano di Foggia del 24.01.12
Nelle edicole di Foggia e provincia

 

 

In Copertina

 
 
 

Cerca nel sito

 

Ultime inserite

 

Sponsor