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Quotidiano di Foggia

Gianni Cataleta un genio e una chitarra..."tremenda"

Con piacere ho ripreso la collaborazione col Quotidiano di Foggia, per curare nuovamente la rubrica che si occupa di artisti dei settori  musica e spettacolo, nello specifico  chi  ha varcato  i confini di Capitanata.  La ripresa coincide con la scomparsa di un grande musicista, Gianni Cataleta (in foto), e non posso esimermi dal  dedicare proprio a lui questo primo pezzo della nuova serie.
Se fosse stato possibile parlare con Gianni durante il suo funerale, come per sua natura, avrebbe  sdrammatizzato  e  trovato  l'aspetto ironico. Sono certo che dal cielo si starà facendo   una risata rammentando la denominazione del suo primo gruppo musicale  foggiano "I Defunti"! In quegli anni ho conosciuto Gianni, quando io, quattordicenne, ammiravo il sedicenne chitarrista che faceva il lungo solo con effetto wawa  di  "Piangi con Me" dei Rokes.  Magrissimo, capelli neri e lunghi appena  sulle orecchie  e un timido baffetto.
Era schivo ai protagonismi, un anticonformista  irriducibile, imbevuto di una sua personale filosofia che traduceva in musica, quella jazz. Munito di un'enciclopedica cultura jazz, un'immensa creatività e  una straordinaria tecnica, che facevano di lui una fra le prime chitarre italiane. Come  tutti i grandi artisti, era capace di prendere decisioni drastiche e senza ripensamenti, a  soli  38 anni e con  un grande baule  di esperienze accumulate,  pur essendo richiestissimo dai maggiori cantanti italiani, decise di non suonare più per professione e in pubblico. Si  dedicò  all'insegnamento e  la sua scuola di chitarra è stata un'autentica fucina, da lì sono passate le migliori chitarre in circolazione,  non solo di Capitanata. Grande  musicista e grande Maestro!
Gianni Cataleta  è stato uno fra i pochi musicisti foggiani ad esibirsi   nei  teatri  e  davanti a platee  di tre continenti su cinque. Di fronte alle telecamere delle reti tv  Nazionali,  ha accompagnato miti   della musica leggera italiana, suonando  negli studi discografici  milanesi per autentiche celebrità, anche  se il suo cuore batteva a ritmo jazz. Per me  fu motivo di orgoglio quando, fra lo scetticismo generale, lo convinsi a far parte della nascente  scanzonata band  dei "Collants",  che avrebbe accompagnato me e Tonio Toma nella seconda serie   dello Show demenziale televisivo "Bikini & Baby Dolls" per la regia di Lucio Di Gianni. Fu certamente un onore per me  lavorare  accanto a Gianni Cataleta - anche come postazione scenica- ,  e a  gente del calibro di  Jocola,  Palazzo, De Matteis ed altri, tra l'altro amici di sempre e artisti di molti metri sopra il cielo. Cataleta era  sinonimo  di  perfezionismo. Tutti, anche  i grandi musicisti,  qualche volta  hanno peccato di pressapochismo, lui no, curava con pignoleria anche il minimo dettaglio. Questo aspetto  qualche volta  lo ha penalizzato, nelle circostanze in cui si bada solo a prendere soldi. Ma lui era fatto così, se ne fregava dei soldi, solo chi è  come Gianni raggiunge altissimi livelli tecnici e creativi. Un monumento per  la cultura musicale foggiana, per i tanti musicisti, non solo chitarristi.
Dire che il suo studio fosse solo  una scuola è veramente riduttivo,  è stato luogo d'incontro di artisti, un laboratorio di idee, frequentato da almeno tre generazioni contemporaneamente, un prezioso riferimento. Umanamente una persona onesta, generosa, schietta e sincera, un pò pessimista, ma altruista e premuroso con i suoi amici. Passavo molto spesso da lui  per il caffè mattutino o per le disquisizioni  di tema  artistico la sera, quando finiva di fare lezione.
Continua sull'edizione cartacea del Quotidiano di Foggia del 28.01.12
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