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Rumiz scommette sul Gargano

La nostra civiltà, che vive ormai tutto e sempre in presa diretta e in tempo reale, sta perdendo la memoria di sé, ed è un rischio gravissimo. Un coraggioso tentativo di recuperare tracce della nostra memoria collettiva è partito in questi giorni da San Marco in Lamis e da altre località del Gargano.

L'idea è di Maurizio Tardio, giornalista. Il progetto è di valorizzare quanto resta della miniera di bauxite di San Giovanni Rotondo, che arrivò ad essere tra le più grandi d'Europa, salvo a venire chiusa quando la Montecatini, che ne era proprietaria, trovò più conveniente approvvigionarsi all'estero. Tardio ha dedicato alla miniera garganica il bel documentario "La polvere rossa", la cui proiezione ha concluso un'intensa serata dedicata  a San Marco in Lamis alla tutela e alla valorizzazione dei luoghi del passato.

A far da padrino all'intrigante sfida partita dalla Montagna del Sole è stato uno che di memoria se ne intende: Paolo Rumiz, scrittore, corrispondente di guerra e maestro discusso dei reportage "on the road" che ormai da alcuni anni deliziano nella stagione estiva i lettori di Repubblica.

Al fascino discreto delle miniere, grumi di una memoria collettiva che si sta ormai disfacendo, Rumiz ha dedicato alcune tappe del viaggio compiuto l'estate scorsa alla scoperta de "Le case degli spiriti" ovvero quei luoghi "che hanno qualcosa di dirci anche se sono da tempo disabitati e che invece rappresentano risorse importanti, del nostro passato e del nostro futuro."

Il reportage su "Le case degli spiriti" è divenuto anche uno struggente documentario, che Rumiz  ha girato l'estate scorsa assieme ad Alessandro Scillitani, eccelso documentarista nato a Foggia, ma da tempo trasferitosi al Nord.

Il film si chiama "Le dimore del vento": "parole e immagini hanno la poesia di un racconto, ci ricordano le atmosfere di Diego Valeri o Cardarelli e certificano  il valore dell'immagine rispetto alla decadenza della Memoria e della capacità di rendere vivo ciò che pare morto e destinato all'oblio", ha commentato presentandolo nel corso della serata, Eusebio Ciccotti, docente di storia del cinema all'università di Foggia.
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