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Foggia ingenuo ed immaturo e forse leggermente sottotono fisicamente

Una delle regole fondamentali per fare un'attenta e obbiettiva analisi degli accadimenti è iniziare la stessa dal racconto di quanto deve essere criticato. Cercando di restare fedeli nella narrazione alla veridicità storica degli avvenimenti di domenica scorsa aventi avuto come teatro lo stadio Brianteo di Monza, possiamo affermare che il Foggia è stato ingenuo ed immaturo e forse, anche, leggermente sottotono fisicamente, nel perdere le redini della partita.

Inoltre possiamo sostenere che è stato sfortunato ma anche imprudente nel capitalizzare soltanto una delle varie possibilità avute, ma soprattutto notare quanto sia stata perniciosa l'involuzione del gioco verificatasi tra i due tempi.
Infatti, una compagine cinica, battagliera, vivace ha lasciato il posto ad una squadra impaurita che ha concesso metri, spazi e palloni ai calciatori lombardi.

Il discusso episodio del calcio di rigore concesso al Monza, del resto, seppure centrale nello svolgimento della gara poiché ha rappresentato lo spartiacque tra i due volti rossoneri,  non può essere considerato l'elemento determinante della sconfitta del Foggia.

Le immagini televisive, anche quelle alla moviola, impediscono di poter esprimere un giudizio concretamente fondato sulla paternità del fallo, cioè se sia stato Gigliotti o Colacone a compierlo.

Infatti, la caduta dell'attaccante monzese può essere stata dipesa sia da uno sgambetto del difensore francese rossonero sia dalla perdita d'equilibrio di Colacone dovuta al contrasto.

Lascia straniti, però, il comportamento dell'arbitro, Bindoni di Venezia, poiché solitamente in situazioni come quella di cui stiamo discutendo, avendo bilanciato la non pericolosità del fallo stesso per nessuno dei calciatori coinvolti, con la difficoltà visiva e con la traiettoria della palla, il direttore di gara decide per la non assegnazione del calcio di rigore.

Alla stregua delle sostituzioni fatte da Stringara nella gara contro il Pisa, partita che già ebbe messo sotto i riflettori la resurrezione del calo psicofisico del Foggia nel secondo tempo comune nella prima parte di questo campionato, anche quelle in terra lombarda hanno lasciato gocce di disappunto  negli spettatori.

Togliere contemporaneamente sia Venitucci sia Tomi i quali benché stanchi avrebbero potuto continuare ad assicurare al Foggia parte della veloce spinta offensiva propria del primo tempo.
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